Archive for the ‘Grammatica’ Category

I verbi di media debole nella lingua araba e il dizionario..

Martedì, Settembre 23rd, 2008

 

Come capirci qualcosa con i verbi di media debole, tipo, per esempio كان ? Ecco qua: i verbi di media debole si suddividono in tre categorie: 

1) La media debole  è una  يَقولُ  قالَ  : و

2) La media debole è una  يَسيرُ سارَ : ي

3) La media debole  è una و o una  يَنامُ نامَ : ي  

Bello, tutto qua? No, perchè in realtà bisogna notare un paio di cosette, per chi è nuovo all’argomento. Intanto i verbi di media debole alla terza persona del passato si presentano tutti sotto la stessa forma, quindi quando se ne trova uno su un testo non si sa a quale categoria appartenga, cioè se la debole sia una و o una ي. Per cui devo cercare sul dizionario  la radice ق و ل oppure ق ي ل . Per quanto riguarda il presente invece, per la categoria 1) e 2) non c’è problema, nel senso che le radici sono chiare. Ma la categoria 3) al presente è un po’ bastarda, poichè se  si trova  يَنامُ  non c’è nemmeno un aiutino per capire che caspita di debole c’è sotto. Quindi bisogna fare due ricerche sul dizionario e provare con  ن و م oppure con  ن ي م . Quando poi si trova un verbo di media debole coniugato, le cose si complicano ulteriormente..ne riparleremo.

Lo stato costrutto nella lingua araba

Lunedì, Giugno 23rd, 2008

 

A quanto sembra, alcune cose basilari dell’arabo non vengono spiegate sempre con lucidità, e quindi, per chi non avesse le idee chiare (i non principianti mi scuseranno) cercherò di illustrare lo stato costrutto (o annessione) in modo semplice e, speriamo, utile. Lo stato costrutto che, per semplicità, traduce il nostro complemento di specificazione (la regina del paese, il castello del presidente…), per essere tale deve: 1) essere omogeneo per determinazione o indeterminazione (”la casa del maestro”, “una casa di un maestro”). 2) essere composto da un minimo di due, massimo tre termini (”la casa del maestro del paese”) - anche se alcuni dicono che può averne più di tre. 3) Il primo termine è neutro (senza articolo e senza tanwin) pur avendo il suo caso (a seconda della sua funzione nella frase sarà nominativo, accusativo, caso obliquo). 4) Il secondo (o l’ultimo) termine avrà il compito di determinare o indeterminare lo stato costrutto e sarà sempre in caso obliquo. 5) L’eventuale aggettivo (”la bella casa del maestro”) andrà fuori (dopo) lo stato costrutto e sarà determinato se lo stato costrutto è determinato, indeterminato se lo stato costrutto è indeterminato. Il caso dell’aggettivo riprenderà il caso del termine cui si riferisce (”la bella casa del maestro”=casa (nominativo) del maestro (caso obliquo) la bella (nominativo).

Alcuni esempi:  La casa (nominativo) del maestro: بَيتُ المُعَلِّمِ 

Una casa di un maestro: بَيتُ مُعَلِّمٍ 

Ho visto la casa (accusativo) del maestro: رَأيتُ بَيتَ المُعَلِّمِ 

Ho visto una casa di un maestro: رَأيتُ بَيتَ مُعَلِّمٍ 

 La bella casa del maestro: بَيتُ المُعَلِّمِ الجَمِيلُ 

La casa del bel maestro: بَيتُ المُعَلِّمِ الجَمِيلِ

 Nella bella casa (caso obliquo) del maestro: في بَيتِ المُعَلِّمِ الجَمِيلِ

Perciò le combinazioni possibili sono molte. Nei casi diversi da questi (es. “una casa del maestro” - disomogeneo - oppure casi più complessi (”la casa e la moglie del maestro”) occorre avvalersi di altri strumenti. Ne riparleremo!

La lingua araba: un po’ di terminologia (2)

Lunedì, Giugno 9th, 2008

 

Visto che si avvicina il tempo di andare a studiare in un paese arabo (per chi ha tempo e voglia…) continuo a fornire un po’ di terminologia grammaticale in uso nell’arabo:

La lingua araba si divide in: Nomi, Verbi, Particelle.

Nome: إسْم , Verbo: فِعْل, Particella: حَرْف

Singolare: مُفْرَد, Duale: مُثنَّى, Plurale: جَمْع

Maschile: مُذَكَّر, Femminile: مُؤَنَّث

Lo stato costrutto - إضَافة -  si compone solitamente di due termini:

 il primo termine si chiama: مُضَاف e il secondo: مُضَاف إلَيه. Se si va a studiare in un paese arabofono per la prima volta, è buona cosa portarsi un bell’elenco di queste termini, senza i quali si rischia di affogare…Il primo post dedicato alla terminologia lo trovate nell’archivio nel mese di marzo 2008.

Un sito interessante..

Giovedì, Maggio 22nd, 2008

 

Vorrei segnalare oggi un sito che sembra piuttosto interessante: http://www.reefnet.gov.sy/. Se ho capito bene si tratta di un sito governativo siriano, e ciò che può interessare di più a chi studia l’arabo si trova sulla home page in basso a sinistra. Nella parte intitolata تعليم si trovano tre righe che rimandano a una miniera di informazioni sulla grammatica araba. La prima riga (”regole, o grammatica, della lingua araba) porta a una pagina: cliccando sul titolo si accede a un’ altra pagina dove sono elencati decine di argomenti e in ognuno di questi si spiega una cosa particolare su qualche regola o sull’uso di una particella (tipo عند) anche con utili esempi. Tornando all’home page e cliccando la seconda riga sotto تعليم, si trovano poi altri argomenti interessanti, e soprattutto, dal numero 1 al 5, alcuni esempi di errori da evitare. Lo so, tutto questo è in arabo, si tratta di un sito per chi è un po’ avanti con gli studi, ma spero sia utile a qualcuno…

La Veccia Vaglieri è scaricabile!

Venerdì, Aprile 11th, 2008

 

Ho saputo da qualche giorno che la grammatica della Veccia Vaglieri (che è ancora la migliore grammatica italiana per studiare l’arabo, almeno secondo i più) è scaricabile da Internet. Ora, non posso dire apertamente “come” e quindi mi limiterò a dire che quasi tutti sanno come scaricare dalla rete varie cose..Putroppo però si trova solo il primo volume. Vedo inoltre che con lo stesso espediente si può scaricare anche un “Esercizi di grammatica araba” firmato Corrao. Non conosco questa pubblicazione, che presumo utile. Qualcuno la conosce? Sarebbe bello sapere cosa ne pensate…grazie dei contributi di tutti e dei complimenti che arrivano da varie parti…

L’ottava forma nella lingua araba

Domenica, Marzo 30th, 2008

 

L’altro giorno, a poche ore di distanza, ho trovato due persone che studiano l’arabo in difficoltà con il verbo إضطر . Il problema era che non riuscivano a trovare la radice del verbo. Allora ho pensato di spiegare qui le trappole dell’ottava forma, diciamo così “modificata”. Il fatto è che alcune prime radicali “modificano” la ت infissa tipica dell’ottava forma (es: إجتمع radicali ج م ع ). Ecco le modifiche:

1) se ho come prima radicale di un verbo la ض , la ت infissa
dell’ottava forma diventa ط .

Esempio: إضْطَرَبَ (”essere agitato”, radicali ض ر ب ) e non

أضترب . Analogamente:

2) se la prima radicale è una ت o una ث , ci sarà una contrazione:

إتَّبَع e إثَّأَر (”inseguire” e “ottenere vendetta”)

3) se è una ز , all’ottava forma comparirà una د : esempio: إزْدَحَمَ (”affollarsi”)

4) se è una د o una ذ , ci sarà una contrazione: إدَّرَعَ e إذَّخَرَ (”corazzarsi” e “accumulare”)

5) se è una ص , all’ottava forma comparirà una ط :  esempio:

إصْطَنَعَ (”elaborare”)

6) se è una ط o una ظ , ci sarà una contrazione: إطَّلَعَ e إظَّلَمَ (”salire” e “patire un torto”).

A questo punto è chiaro che nel verbo إضطر di cui si diceva all’inizio, c’è un ulteriore tranello. Infatti solo se vocalizzato:

 (إضْطَرَّ) si può ora comprendere che è un’ottava forma “modificata” (vedi punto 1) di un verbo sordo o geminato   (radicali ض ر ر ). Tutto chiaro? Spero di sì…..

Un famoso personaggio della tradizione araba..

Venerdì, Marzo 14th, 2008

 

…ma non solo. Parlo di Juha (in arabo جحا). Questo simpatico personaggio, protagonista di storielle semplici, divertenti e argute, lo si trova un po’ in tutte le letterature dell’area mediorientale, ma anche in quelle più vicine a noi: in Italia è noto come Giufà. Gli arabi lo conoscono anche come Mulla Nasrudin. Nessuno sembra sapere da dove abbia avuto origine questo buffo personaggio ma tutti i paesi dicono che è “loro”. Nei paesi arabi è facile trovare sulle bancarelle i volumetti di Juha, per pochi centesimi. Perchè parlarne qui? Ebbene, anche se sembrano essere rivolte prevalentemente ai bambini, le storie di Juha sono scritte in modo per niente banale dal punto di vista linguistico, ed è facile trovare delle strutture grammaticali carine (con hal, tamyiz, badal ecc.) utili per studiare, anche perchè di solito le storie di Juha sono vocalizzate. Uno studio anche divertente, volendo. Se andate in un paese arabo prima o poi ne sentirete parlare. Sicuro!

La lingua araba, un po’ di terminologia..

Domenica, Marzo 2nd, 2008

 

 Per chi non fosse ancora andato a studiare in un paese arabo, propongo (e proporrò) alcuni termini grammaticali che si devono conoscere per studiare arabo all’estero, dove ovviamente le lezioni di arabo …sono in arabo.

Pronome isolato: ضَمير مُنْفَصِل .

Pronome suffisso: ضَمير مُتَّصِل.

Nominativo: مَرْفُوع .  Accusativo: مَنْصُوب .

Genitivo (caso obliquo): مَجْرُور.

Frase nominale: جُمْلة اسْميّة. La frase nominale si compone di:

مُبْتَدأ (soggetto, o meglio incoativo) e خَبَر (predicato).

Frase verbale: جُمْلة فِعْليّة . La frase verbale si compone di: فِعْل

(verbo), فاعِل (soggetto, agente), مَفْعُول بِه (complemento oggetto).

Queste e altre informazioni si trovano sulle maggiori grammatiche, quello che non viene detto invece è che le forme verbali con i loro bei numeretti (prima, seconda, ecc) sono una fissa tipicamente occidentale, nel senso che un bel giorno qualcuno ha deciso che non ci si capiva nulla e quindi bisognava dare loro una classificazione. E per fortuna qualcuno lo ha fatto. Ma come in tante altre cose, gli arabi non sentivano alcun bisogno di organizzare le cose…Quindi non dite a un professore arabo, in un paese arabo, “terza forma”; probabilmente vi guarderà un po’ stranito….

عيد الميلاد سعيد (Buon Natale)

Martedì, Dicembre 25th, 2007

..ovvero Buon Natale a tutti! A studiosi e non studiosi, a chi segue questo sito..e spero continuerà a seguirlo, un grazie a tutti, e prossimamente..buon anno!

Le forme verbali nella lingua araba: come studiarle?

Sabato, Novembre 24th, 2007

 

Già sappiamo che in arabo esistono diverse forme verbali: di solito se ne studiano dieci, ma il Wright ne elenca ben quindici e forse la storia non finisce qui. Ma qual’è il modo migliore per sfruttare davvero il meccanismo delle forme derivate? Poichè dalla seconda forma in poi, i verbi seguono una forma sempre uguale nella vocalizzazione, e lo stesso accade per participio attivo e passivo, infinito e imperativo, tanto vale imparare anche questi, quando si studia una forma. Per esempio: prendete un verbo che vi piace (”fumare” II forma). Poi iniziate la tiritera: passato, presente, participio attivo, participio passivo, infinito e imperativo. Poi passate a un verbo di terza forma e così via. Diventa una specie di cantilena. A cosa serve tutto questo? Serve a riconoscere a prima vista in un testo un infinito o un participio, attribuirgli subito la forma esatta da cui deriva, sapere subito mettere le mani nel vocabolario. E quando si trova un participio per esempio di sesta forma di un verbo di ultima debole, questo aiuta, e molto. Provare per credere. A proposito: lo sapete che la numerazione delle forme è una fissa “nostra”, vero? Dite a un arabofono: “questa è una quarta forma” e vi guarderà come se veniste da Marte. PS. La grammatica della Manca a pag. 116 pubblica una tabella utile in tal senso.